TAR Campania, Sez. I Salerno - Sentenza 18 aprile 2006 n. 512
Articoli 10 - 20 - Codici 10.1 - 20.1


La vincolatività delle prescrizioni del bando, non impugnato ritualmente, comporta che nel caso in cui le prescrizioni del bando o della lettera d’invito ad una gara per l’aggiudicazione di un contratto prevedono espressamente, con formulazione chiara e non equivoca, l’esclusione dalla procedura a sanzione della loro inosservanza, anche soltanto formale, l’Amministrazione è tenuta al rispetto della normativa alla quale si è autovincolata e che essa stessa ha emanato, senza che residui alcun margine di discrezionalità al riguardo circa la rilevanza dell’inadempimento. Siffatto principio recede soltanto nel caso in cui la singola clausola, ancorché univocamente formulata, risulti confliggente con altra prescrizione connessa o incoerente con la funzione cui il complesso delle regole di gara sia preordinato, né il giudice amministrativo può disapplicare atti amministrativi non ritualmente impugnati, ancorché contrastanti con il diritto comunitario (Cons. Stato, Sez. V, 30 giugno 2003 n. 3866; 10 gennaio 2005 n. 32).

Non può ritenersi sussistente in capo all’Amministrazione un obbligo di invitare i concorrenti ad una gara indetta per l’aggiudicazione di un contratto a completare o a chiarire la documentazione e le dichiarazioni presentate, atteso che l’art. 21, comma 3, D.Lgs. 19 dicembre 1991, n. 406 prevede al riguardo una potestà discrezionale dell’Amministrazione, che può essere esercitata, come temperamento all’eccessivo rigore delle forme, solo in base ad un’esplicita previsione del bando o comunque alla stregua di considerazioni oggettive e non per supplire a carenze della documentazione prodotta (Cons. Stato, Sez. V, 2 luglio 2001, n. 3595). A ciò aggiungasi che l’invito a regolarizzare la documentazione di gara, oltre che insussistente quale obbligo a carico dell’Amministrazione, risulta altresì inapplicabile in presenza di una espressa comminatoria di esclusione della domanda di partecipazione alla gara, in conseguenza del mancato rispetto di determinate prescrizioni.

E’ illegittima la riammissione in gara di imprese escluse, qualora risulti legittima, perché conforme alle previsioni della lex specialis, la sanzione dell’esclusione per omessa produzione della certificazione SOA in originale o copia autenticata dal notaio, espressamente prevista dal bando.